Casa Zoet, MassalubrenseResidential Projects
Massa Lubrense 2017-2023
Un incontro di sguardi: la casa e il suo paesaggio
Casa Zoet sorge a Massa Lubrense, affacciata su uno degli scorci più iconici del Mediterraneo. Il progetto nasce da un’intesa immediata tra i committenti olandesi e l’architetto Francesco Della Femina, ed è il frutto di un innamoramento reciproco: tra i proprietari e l’Italia, tra il progettista e il luogo. La casa, sviluppata su più livelli degradanti verso il mare, si confronta sin da subito con la potenza del paesaggio. La vista su Capri e Ischia, così presente e drammatica, diventa il cuore visivo ed emotivo dell’intervento, guidando scelte formali, materiali e spaziali. Un progetto che nasce dalla geografia e dalla poesia dello sguardo.
Il giardino come stanza principale
Il giardino, inizialmente selvaggio e irregolare, è stato trasformato nel fulcro dell’intero progetto. Situato in una conca naturale, è diventato una vera e propria stanza all’aperto: uno spazio architettonico definito, seppur totalmente aperto. Un pergolato in legno di castagno, ricoperto da glicine, accoglie una zona pranzo ed una zona lounge, delimitata da colonne capresi e panche sinuose in muratura. I materiali, pietra lavica smaltata, riggiole antiche, ceramiche artigianali, evocano il Mediterraneo con autenticità. La vista sul Golfo di Napoli, accuratamente incorniciata dal pergolato, trasforma ogni momento vissuto in giardino in un gesto contemplativo.
Interni modellati dalla memoria e dal colore
Gli ambienti interni di Casa Zoet raccontano un dialogo tra culture e sensibilità. Senza alterare la struttura esistente, sono stati ridisegnati per rispondere a nuove esigenze di comfort e intimità. I colori sono protagonisti: rosa cipria, acquamarina, sfumature d’ombra e luce che definiscono le pareti e valorizzano i volumi storici. Le opere moderne d’arte fiamminga, accuratamente scelte dal proprietario (uno storico dell’arte), si intrecciano con oggetti e materiali della tradizione mediterranea e con alcuni pezzi di stampo etnico, creando un equilibrio tra nord e sud, tra memoria e contemporaneità. Ogni spazio racconta una storia; ogni dettaglio parla di identità e appartenenza.
Spazi difficili, soluzioni poetiche
Casa Zoet si sviluppa in verticale, secondo la tipica articolazione delle case costiere. Ogni livello ha una propria anima e richiede una propria grammatica progettuale. Dalla piccola cucina ricavata in una grotta, funzionale ma discreta, fino allo studio curvilineo con panca e vista mare, ogni ambiente è pensato per accogliere senza invadere. La soffitta, un tempo inutilizzata, è oggi uno spazio luminoso e raffinato: intonaci grezzi bianchi, pavimenti in resina dorata, giochi di luce e materia che trasformano i limiti in poesia. Una scala elicoidale in ferro battuto connette questi mondi, diventando essa stessa elemento scultoreo.
Un’architettura in dialogo con la natura
Al centro del progetto c’è un profondo legame con il paesaggio circostante. La rigogliosa vegetazione mediterranea, le bouganville rampicanti, il verde del giardino, il colore, il rumore e persino il profumo del mare: tutto è pensato per far dialogare architettura e natura. L’uso dei materiali – dal Tadelakt marocchino alle maioliche napoletane – rinforza questo legame tattile e visivo. Anche il bagno in soffitta, con le sue piastrelle a ventaglio in sfumature marine, evoca la vicinanza dell’orizzonte. Casa Zoet è più di una residenza: è un luogo di appartenenza, un rifugio che accoglie e si apre, sospeso tra intimità domestica e meraviglia del paesaggio.